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Distance

6.8 mi

Elevation gain

3,471 ft

Technical difficulty

Difficult

Elevation loss

3,471 ft

Max elevation

5,514 ft

Trailrank

31

Min elevation

2,886 ft

Trail type

Loop
  • Photo of Ferratina dell'Acqua Fredda e Monte Focoletta per la cresta dei Campaniletti (da Arnetola)
  • Photo of Ferratina dell'Acqua Fredda e Monte Focoletta per la cresta dei Campaniletti (da Arnetola)
  • Photo of Ferratina dell'Acqua Fredda e Monte Focoletta per la cresta dei Campaniletti (da Arnetola)
  • Photo of Ferratina dell'Acqua Fredda e Monte Focoletta per la cresta dei Campaniletti (da Arnetola)
  • Photo of Ferratina dell'Acqua Fredda e Monte Focoletta per la cresta dei Campaniletti (da Arnetola)

Time

6 hours 13 minutes

Coordinates

1995

Uploaded

July 19, 2020

Recorded

July 2020
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5,514 ft
2,886 ft
6.8 mi

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near Vagli Sopra, Toscana (Italia)

Nota sull'accesso stradale: Attualmente sia la strada da Vagli sopra che il ponte per Vagli sotto sono chiusi, è stato aperto un bypass su stradello appena asfaltato che dalla provinciale spunta al cimitero di Vagli sotto e permette di raggiungere le cave, seguire indicazioni per "Vagli sotto strada non collaudata". A Arnetola ampio parcheggio dopo un breve tratto di sterrata in corrispondenza del bivio per la Vandelli, si può anche proseguire in macchina per qualche altro centinaio di metri fino alla sbarra ma non ne vale la pena.

L'itinerario permette di percorrere la breve ferrata per la Focetta dell'Acqua Fredda, una volta il tratto finale del percorso attrezzato Vecchiacchi che consentiva di traversare in quota dal Rifugio Conti a Passo Sella di cui è ormai rimasta l'unico troncone mantenuto e salire poi la poco conosciuta vetta secondaria del Monte Focoletta per quello che è probabilmente il percorso più interessante. Dal parcheggio si sale il tratto iniziale della Via Vandelli fino a ritrovare la marmifera, da qua le indicazioni CAI più recenti porterebbero a sinistra, si può comunque anche seguire la marmifera verso destra abbreviando un poco il percorso. Seguendo questa strada per Cava Formignacola si trova a un certo punto sulla sinistra un edificio di cava accanto al quale parte il CAI 146 (ometto, la segnaletica è stata asportata da una piccola frana).
Si tratta per la maggior parte di un bel sentiero scalinato di cavatori che portava ad alcuni scavi alti e alterna tratti aperti a tratti di bosco ombroso. Intorno ai 1450 metri si esce dalla zona delle vecchie cave e la traccia richiede un po' di attenzione per essere seguita in quanto sommersa dal folto paleo. Si arriva in una conca sotto all'Alto di Sella dove si trova un bivio, a sinistra si andava per la vecchiacchi mentre a destra continua il sentiero CAI. Vale la pena fare una breve deviazione per percorrere la parte iniziale del vecchio percorso, su traccia ancora decente una volta rinvenuta nel paleo, fino a raggiungere, salita una breve fascia di roccette, una forcelletta sulla cresta NE dell'Alto di Sella, ottimo punto panoramico da cui scende ripidamente il cavo arrugginito della ex ferrata, che ormai richiede tecniche alpinistiche per essere percorsa in sicurezza fino a Passo Sella.
Tornati al sentiero si continua per qualche minuto fino a raggiungere la ferratina. Il primo tratto attrezzato, che traversa su placca, risulta attualmente in pessimo stato, con gran parte degli ancoraggi divelti. Assicurarsi qua è praticamente inutile ed è assolutamente sconsigliato affidare il proprio peso al cavo, per fortuna sono presenti abbastanza appoggi per i piedi sulla placca da consentire di passare senza troppi problemi senza usare il cavo. Un breve tratto non attrezzato porta alla ferrata vera e propria. Il primo tratto presenta un lungo esposto traverso su placca di 15-20 metri su cui non è presente alcun fittone intermedio col risultato che il cavo risulta lasco, costringendo a passare parecchio sotto il cavo per riuscire a tenderlo sufficientemente. Dopo questo tratto ferrata è attrezzata a dovere e si riesce a progredire sul tratto rimanente, costituito da altre placche intervallate da saltini rocciosi poveri di appigli che costringono a tirare abbastanza il cavo, terminando con un facile canalino che porta alla focetta. La ferrata è breve (15-20 minuti) e facile e diversi la percorrono senza imbrago, che io però mi sento di consigliare vista l'esposizione, il casco risulta invece abbastanza inutile dato che anche nel caso improbabile che ci sia altra gente non ci sono mai tratti verticali prolungati dove si rischia di prendere sassi.

Era ora mia intenzione salire il Monte Focoletta, un risalto minore ma una delle vette apuane più alte che mi rimaneva ancora da salire. La vetta si può salire in breve direttamente dalla focetta per la cresta S (via normale). Io sono invece voluto salire per la più lunga e interessante cresta SO, detta dei Campaniletti. Sono quindi sceso verso il Rifugio Conti e ho raggiunto la cresta salendo brevemente a vista dalla piazzola dell'elicottero. Qui ho dovuto affrontare subito un piccolo rilievo arcigno sovrastato da un palo salendo un infido canalino di paleo e terriccio, accorgendomi poi che avrei potuto evitare questo tratto facilmente salendo invece dalla Via Vandelli poco sotto. La cresta adesso continua per un po' camminabile e senza un filo ben definito, si aggira poi un risalto roccioso a sinistra su traccia fino a raggiungere una caratteristica roccia forata, da cui bisogna risalire fino al filo di cresta, di nuovo camminabile, che si risale mirando a un evidente risalto roccioso. Questo risalto si affronta un po' a sinistra del filo di cresta risalendo con alcuni passaggi di I grado, facendo attenzione alla qualità pessima della roccia. Proseguendo sulla cresta si arriva a un ultimo salto roccioso poco sotto la vetta, alla cui base si trovano resti di una piccola struttura in cemento, forse una piccola postazione della Gotica. Una cengia erbosa sulla destra potrebbe consentire da qui traversando di raggiungere la cresta S. Il tratto finale di cresta rocciosa presenta difficoltà superiore ai precedenti, io sono salito sul filo di cresta per un tratto, per poi passare a un canalino sulla sua destra, con difficoltà complessive di II che non mi sono sembrate aggirabili, la roccia qua è buona. Superato il breve tratto impegnativo si arriva in vetta (ometto e cartello). La cresta potrebbe deludere gli amanti di percorsi di cresta più eleganti (è in gran parte camminabile e spesso manca un filo ben definito) ma nel complesso risulta comunque divertente e in bell'ambiente.
Dalla vetta sono risceso per la cresta S (si potrebbe anche percorrere la cresta N fino a passo Tambura), seguendo una rampa ghiaiosa intervallata da un breve tratto di I da disarrampicare, fino a una focetta erbosa da cui si raggiunge in breve il sentiero 146 che poco dopo confluisce nel sentiero 35 (Via Vandelli) che permette di scendere velocemente al parcheggio.

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