Time  6 hours 48 minutes

Coordinates 1644

Uploaded October 16, 2018

Recorded October 2018

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5,190 f
3,345 f
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1.3
2.6
5.24 mi

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near Arni, Toscana (Italia)

Nota: questo percorso può essere visto sia come EE, sia come alpinistico F. Il sentiero della Tacca Bianca è molto bello e facile ma, data la forte esposizione, è allo stesso tempo pericoloso e va fatto in assoluta assenza di vertigini.
Ancora, tutto il percorso va fatto con terreno asciutto e con condizioni meteo favorevoli.

Partenza nei pressi del ristorante "Le Gobbie" di Arni. La macchina la si può lasciare nell'ampio parcheggio che è proprio all'inizio del sentiero 41 che ci porterà alla foce del Frate. Dopo circa 15 minuti di salita semplice, il sentiero sbuca su uno sterrato. Anche se non segnalato, qui siamo al bivio tra il 41 e il sentiero 33 che porta al passo degli Uncini. Noi proseguiamo dritti sul sentiero 41 che dopo poco comincia a salire in maniera leggermente più decisa. La fatica non dura troppo, dopo circa 20 minuti siamo alla foce del Frate da cui si può osservare il mare.

Dalla foce si prende il sentiero 143 che porta al passo degli Uncini. Il sentiero è molto bello, per quasi metà percorso si rimane più o meno in quota con la vista verso l'Altissimo e il suo versante nord.

Giunti al passo degli Uncini bisogna andare verso l'unico sentiero non segnalato: quello a sud verso il mare. Fortunatamente, dopo una decina di metri, una roccia indica la direzione per cava Colonnoni ed i segni CAI non tardano a farsi vedere. Siamo sul sentiero 32.

Dopo circa mezz'ora dal passo degli Uncini incontriamo la scaletta che indica l'inizio del tratto per escursionisti esperti attrezzati del 32. Questo pezzo del percorso è abbastanza esposto ma non troppo pericoloso, per cui mi sento di dire che è possibile percorrerlo con la giusta accortezza anche senza l'attrezzatura da ferrata.

Il pezzo attrezzato non è molto lungo (una decina di minuti) e poco dopo la parte esposta termina in un grande ravaneto che ci ricorda, purtroppo, che qui siamo in terra di cave. Si vedono, in alto abbiamo la cava Tela (poco visibile), verso il basso la cava Colonnoni, la nostra prossima meta.

Dopo il ravaneto (altri 10 minuti, circa) ci troviamo davanti ai resti di una casa e il sentiero vira drasticamente a sinistra a salire. Di fronte a noi, comunque, si vede evidente la lizza dei Colonnoni separata ad un tiro di schioppo da un altro piccolo ravaneto. Decidiamo di attraversare il ravaneto in modo di evitare il sali/scendi che implicherebbe il sentiero.

Piccola nota. Se si segue il 32 a salire, poco dopo questo si biforca in due parti: in salita comincia il sentiero del Tubo che porta sulla cresta (sentiero 143) per l'Altissimo in località foce dell'Onda, in discesa abbiamo la lizza dei Colonnoni che porta alla cava omonima e poi giù alla marmifera che si scorge più in basso.

Giunti alla cava Colonnoni rimaniamo un po' sul piazzale per fare delle foto. Merita molto attraversare tutto il piazzale saltellando da una pietra all'altra sino ad arrivare all'inizio del sentiero dei Tavoloni, un vecchio sentiero aereo per la Tacca Bianca costituito da uno scheletro in ferro su cui poggiavano delle tavole per il camminamento. Se ci si sporge con attenzione e si guarda in basso, si può vedere il piazzale di fronte alla cava Macchietta.

Si torna indietro e si continua per la lizza dei Colonnoni, ripida ma ben tenuta e quindi abbastanza semplice. L'unico punto difficile della lizza è proprio nei pressi della marmifera dove la discesa termina bruscamente con un salto di poco più di 3 metri. Fortunatamente, una corda insieme ad un cavo di ferro ci aiutano a scendere.

"Caduti" sulla marmifera, si va a sinistra a girare il monte. Dieci minuti e siamo al piazzale della prima delle tre cave che hanno "mangiato" la montagna: cava Macchietta. Da qui si prende una scaletta verde che porta al sentiero per il "secondo piano" e quindi alla seconda cava: cava Fitta. Proseguiamo ancora in una salita sfiancante verso il "terzo piano" e alla più antica delle tre cave: cava Tacca Bianca. Dal piazzale della Tacca Bianca, guardando in alto si può vedere la fine del sentiero dei Tavoloni. Si vede benissimo anche l'Occhio dell'Altissimo: un enorme foro, che se attraversato porta a cava Tela.

Dopo aver fatto delle foto e aver bevuto un po' d'acqua ci portiamo verso i resti di una teleferica e li attraversiamo. Davanti a noi l'inizio del sentiero della Tacca Bianca, una cengia di larghezza variabile (sempre troppo piccola) usata dai cavatori per aggirare il monte e arrivare al passo del Vaso Tondo. Se siete credenti, pregate, se non lo siete, fatelo lo stesso (tanto che vi frega?).

Come detto all'inizio, il sentiero della Tacca Bianca non è difficile, ma è molto pericoloso data la grande esposizione. Comincia abbastanza largo e man mano si restringe sino ad arrivare in un punto in cui non si capisce più dove bisogna andare. Si guarda avanti, si vede dove bisogna arrivare, ma non si capisce come fare. Metro dopo metro, comunque, il sentiero si delinea chiaro. Tre punti del sentiero meritano un'attenzione maggiore; in sequenza: il primo è un gradone di circa un metro da fare grazie all'ausilio dei fittoni in ferro (abbastanza semplice); un secondo punto è rappresentato da un grosso masso che porta a sporgersi con le spalle al dirupo (personalmente ho avuto difficoltà); l'ultimo punto viene poco dopo il precedente e porta ad allungare il passo più del normale dando, anche in questo caso, un senso di insicurezza maggiore. Passati questi punti delicati, il sentiero comincia a salire e, anche se la pericolosità rimane, si prosegue con maggiore tranquillità sino al 'asso del Vaso Tondo.

Il passo del Vaso Tondo è un crocevia tra il 142 e il 143 di cresta che porta all'Altissimo. Noi proseguiamo, quindi, per il 143 che a circa metà percoso incontra nuovamente il sentiero 32 in località foce dell'Onda. Come detto, il 32 nel tratto che porta qui viene detto anche sentiero del Tubo, ed infatti il tubo di ferro ci accompagna anche per un po' del 143.

Rimane circa un quarto d'ora di salita per affrontare gli ultimi 100 metri che ci separano dalla vetta. La salita è abbastanza ripida ma, come sempre accade quando si arriva in vetta ad un monte apuano, la vista è talmente bella che tutto porta via!

Dalla vetta si vede benissimo tutta la cresta nord/ovest del sentiero 143 che riporta al passo degli Uncini. Dato il taglio alpinistico che caratterizza quest'avventura, anziché seguire pedissequamente il 143, che per un tratto abbandona la cresta per scendere nel bosco, noi decidiamo seguirla interamente.

Ritornati al passo degli Uncini, come sentiero di discesa si usa il 33. Dopo circa venti minuti si arriva alla Voragine degli Ancini, una grotta verticale di circa 60 metri di profondità. Ancora cinque minuti di discesa e si raggiunge lo sterrato iniziale che riporta a prendere il 41 e quindi alla macchina.
Intersection

Bivio 143/cresta

Intersection

Bivio 41/33

Intersection

Bivio Sentiero del Tubo/Lizza dei Colonnoni

Mine

Cava Fitta

Mine

Cava Macchietta

Mine

Cava dei Colonnoni

Mine

Cava della Tacca Bianca

Mountain pass

Foce del Frate

Intersection

Foce dell'Onda

Intersection

Innesto marmifera

Intersection

Innesto sul 143

Intersection

Innesto sul 33

Waypoint

Lizza dei Colonnoni

Summit

Monte Altissimo

Mountain pass

Passo degli Uncini

Mountain pass

Passo del Vaso Tondo

Waypoint

Piro di marmo

Waypoint

Scaletta

Waypoint

Sentiero 32

Waypoint

Sentiero della Tacca Bianca

Cave

Voragine degli Ancini

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