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near Pasqualazzo, Calabria (Italia)

Tappa Santuario Madonna di Porto-Villaggio Mancuso
Tappa di media lunghezza e dislivello che conduce all'interno delle prime propaggini del Parco Nazionale della Sila. Il percorso si sviluppa interamente in salita, in prevalenza lungo strade asfaltate e bianche, per arrivare nuovamente in quota. Lungo il tracciato si transita sulla diga del grande bacino artificiale del lago Passante e poi si entra nel parco, dover si trova il principale centro di turismo montano del catanzarese, edificato già all'inizio del secolo scorso, con baite di legno in stile alpino. A partire dagli anni 50/60 il Villaggio Mancuso crebbe ulteriormente con la costruzione di alberghi e strutture ricettive più ampie dove oggi i frequentatori del SI possono pernottare.
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u Lago Passante

"Il Lago Passante nel territorio del comune di Taverna in provincia di Catanzaro, nella Sila Piccola, all'interno del Parco Nazionale della Sila." Il Lago Passante è un lago artificiale, il più piccolo della Sila, posto in posizione più a Sud rispetto agli altri 3 più imponenti voluti da Michele Bianchi. Il Lago del Passante è situato nel territorio del comune di Taverna, in provincia di Catanzaro, nella Sila Piccola, sempre all'interno del Parco Nazionale della Sila, Parco Nazionale della Sila. Il bacino è delimitato da una diga imponente di oltre 70 metri, in cemento armato, su cui passa la SS179, per questo è chiamato bacino del Passante, poiché la strada passa proprio sulla diga, la strada che collega il Lago Ampollino a Catanzaro. Il luogo tutto intorno è una preziosa macchia di verde, i pini silani sono predominanti tutto intorno, circondano in un abbraccio verde questo specchio d'acqua blu, su cui la luce si riflette. Fino a non molto tempo fa nel bacino, conosciuto come serbatoio del Passante erano presenti diverse specie ittiche, in cui era molto praticata la pesca sportiva, ma lo svuotamento nel 2011, per lavori alla diga, ha comportato la moria di molti pesci e specie, ci si augura che nel corso del tempo la trota, la carpa, il persico reale, il cavedano, l'alborella, la savetta, il carassio, la scardola, l'anguilla possano ripopolare le acque del Passante per renderlo ancora più attraente di quanto non sia già. La Sila è bella tutta, è un parco naturalistico di notevole valore, con molte specie di flora e fauna, capace di regalare paesaggi emozionanti e suggestivi, e quando si intravede uno specchio blu su cui si riflettono i raggi del sole, sembra una vera magia. Basta guardare il panorama per rendersi conto degli spazi interminati che portano l'occhio a spostarsi da un bosco all'altro. Ogni stagione regala colori e profumi diversi, in estate, la vegetazione è lussureggiante, ci troviamo a circa 1100 metri s.l.m. e non è colpita dal caldo che si può avvertire più a valle. In primavera esplodono i colori, la natura si risveglia e le piante che circondano le sponde si colorano di fiori. Chi ama l'inverno e le bellezze del rigido inverno, in Sila, come sul lago Passante potrà trovare la magia di una bianca coltre di neve che soffice si posa sulle sponde del lago, sui pini rendendo il paesaggio uno scrigno incantato. Chi giunge fin qui, oltre alla piacevole sosta sul lago può giungere ai laghi più grandi della Sila, o rimanere nella Sila Piccola e visitare la Valle del Salto, un'oasi naturalistica di pace e relax, oppure visitare la riserva naturale del Gariglione, il monte più alto della Sila Piccola che raggiunge altezze superiori ai 1700 Metri, più vicina la Riserva Naturale di Poverella e ancora la Riserva naturale Coturelle-Piccione, un'area naturale protetta, istituita nel 1977 in Calabria. Luoghi solitari, di pace, dove ritrovare se stessi e apprezzare le creazioni meravigliose della natura. Una vacanza alla scoperta di quanto ci circonda, di boschi incontaminati, corsi d'acqua, laghi, custodi di un mondo nascosto che abita le foreste, un mondo incantato da vivere a 360° in ogni periodo dell'anno, per sentieri solitari e inesplorati, o seguendo i percorsi segnalati dal Parco Nazionale della Sila.
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u M. di Porto quota 539 m

M. di Porto quota 539 m Storia: Le origini della Basilica della Madonna di Porto si identificano con la storia di un giovane errabondo, Pietro Gatto, figlio della società del XVIII secolo. Siamo nel 1751. I boschi della zona erano il suo rifugio. La sua era una vita di emarginato, costretto a nascondersi per non cadere nelle mani della giustizia.  Nella notte, in sogno, una celeste visione gli cambia la vita. È la Madre di Dio  che gli indica il luogo dove innalzare un nuovo altare della fede e attirare folle di pellegrini nel cammino verso il pentimento e la conversione. “È mia volontà che tu eriga una cappelluccia a Porto”. Le parole della Bella Signora e l’apparizione in sogno turbarono l’animo del giovane che decise di eseguire quanto richiesto dalla Vergine : costruì la “cona”, autorizzato dal vescovo di Catanzaro, in maniera alquanto rozza e maldestra (che nessuno riuscì mai più ad aggiustare), vi fece dipingere l’immagine della Madonna di Costantinopoli  e decise di passare la sua vita seguendo la morale cristiana. Si fece chiamare Fra Costantino e stabilì la sua dimora nel “romitaggio” che sorge nei pressi della “Cona”. Di lì a poco i fedeli di Gimigliano avrebbero costruito il santuario come riferisce il Lamannis “chi somministrando legname, chi calce, chi fatica, chi denaro per cui nel breve spazio di tre anni giunse a compirsi la Chiesetta”. Pietro Gatto in quella visione la Madonna che già si venerava nella chiesa matrice di Gimigliano. Culto che risaliva al 1626 e si collegava direttamente al titolo mariano “di Costantinopoli”, ossia a quel movimento devozionale istituito nella capitale dell’Impero Romano d’Oriente nel 430 d.C. Il fenomeno dell’Iconoclastia trasferì prevalentemente nell’Italia Meridionale la venerazione verso le immagini raffiguranti la Vergine “Thetokos” (Madre di Dio) con il Bambino sulle braccia, derivate direttamente dalla teologia delle icone stabilite dal Concilio di Efeso. La devozione dei gimiglianesi discende da Napoli, protetta dalla Madonna di Costantinopoli nel 1528 dalla peste. Analoghe circostanze e calamità naturali verificatesi in Calabria nel 1626, suggerirono al popolo di Gimigliano di proclamare la Vergine di Costantinopoli protettrice del paese. Per l’esecuzione del lavoro di ritrarre la Madonna, fu incaricato un pittore della vicina Gagliano (CZ), soprannominato Marcangione che, secondo la tradizione, abbozzò il disegno, ritrovandolo completato miracolosamente. L’immagine fa così parte della tipologia delle “Achèropita”, cioè “non fatte da mano d’uomo”. Rappresenta la Madonna che tiene sul braccio destro il Bambino nell’atto di allattare dal seno della Madre. Due angeli con una mano sostengono una cortina, mentre con l’altra sorreggono la corona posta sul capo della Vergine. Sul manto azzurro è dipinta una stella ad otto raggi. Santo del Santuario:  Icona di Maria SS. di Costantinopoli, affresco parietale del XVIII secolo. Da vedere: Antico Santuario del 1751 -“Cona” di Pietro Gatto nella quale è affrescata un’immagine della Madonna di Costantinopoli -“I Quattro Evangelisti” e l’Annunciazione, dipinti settecenteschi della “volta” - Artistico coro ligneo che adorna la zona retrostante della “Cona” L’originaria ed elegante chiesetta che custodisce l’edicola di Pietro Gatto rappresenta il “cuore del Santuario” ed è la meta privilegiata del pellegrino. Una suggestiva spiritualità emana da quella sghemba e rozza costruzione opera di mani inesperte. Essa poggia saldamente sul “promontorio di pietra” indicato dalla Madonna a Pietro Gatto, lasciando immaginare al visitatore lo scenario che si presentava all’epoca della rivelazione. Nella volta sono affrescati, in superbo stile ottocentesco, i quattro evangelisti, mentre le decorazioni rispecchiano un’inconfondibile eleganza propria del tempo. Nuovo Santuario del 1975 -La grandiosa riproduzione in mosaico veneziano dell’immagine della Madonna e dei “Quattro Evangelisti” -Il Presbiterio, decorato da artistici marmi come il giallo di Siena, l’Alicante di Spagna, l’onice dorato, il marmolit tedesco. -La mensa eucaristica in marmo sostenuta da quattro angeli di bronzo -Le vetrate istoriate della cupola simboleggianti la vita della Madonna -Le vetrate istoriate delle navate laterali rappresentanti alcune icone della litanie lauretane -L’artistica statua policroma di San Giuseppe. Molto venerata dai fedeli, l’immagine rappresenta lo sposo della Vergine che tiene per mano il Bambino Gesù La statua è attribuita a Giacomo Colombo (Este di Padova, 1663 – Napoli 1731). Servizi: La Basilica offre anzitutto la possibilità di incontrarsi con il Signore nella pace della natura. Vuole pertanto essere anche “un’oasi” di silenzio, di preghiera, di incontro, dove attingere alle sorgenti della Parola e della Comunione. La direzione mette a disposizione parte della propria struttura per l’accoglienza di gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali, che desiderano vivere incontri di spiritualità, ritiri o convivenze.  Viene offerta altresì a gruppi organizzati la possibilità di realizzare giornate di spiritualità e preghiera, incontri di studio, formazione e orientamento, campi scuola. La Basilica attualmente dispone di 25 posti letto in camere con “letti a castello” dotate di servizi; Sala riunioni; sala attrezzata per pranzi al sacco 50 posti; sala ristoro con servizio catering; ampi parcheggi e accesso per portatori di handicap; spazi esterni per soste sui prati e passeggiate ed escursioni. Esperienze spirituali: Il messaggio che la Madonna di Porto affida ai suoi pellegrini è: 1. 2. La conversione come cambiamento di mentalità e comportamenti di vita. 3. 4. La preghiera per il dialogo ecumenico fra i cristiani in genere e soprattutto fra i cattolici e gli ortodossi dato che la Madonna di Costantinopoli ci ricongiunge con l’Oriente cristiano, ma separato dalla Sede Apostolica di Roma. 5. 6. L’impegno di radicare la propria fede nella Parola di Dio, dal momento che nel nostro santuario si favorisce l’apostolato biblico. 7. 8. Il rispetto della creazione, primo grande santuario di Dio, non costruito da mani d’uomo. 9. Festività significative: 25 aprile Pellegrinaggio Diocesano 1° maggio Anniversario dell’elevazione del santuario a Basilica Martedì dopo Pentecoste: Festa della Madonna di Porto Terza domenica di ottobre: Memoria dell’origine del Santuario Libro consigliato:   Mario Arcuri, Storia e culto del Santuario Mariano di Porto tra Oriente ed Occidente, Edizioni La Rondine, Catanzaro 2006. Giuseppe Pullano, La Madre dei Miracoli, Edizioni Abramo, Catanzaro 1944 Curiosità: Il Santuario della Madonna di Porto è diventato uno dei centri più famosi della spiritualità mariana in Calabria. Un legame storico e devozionale unisce in particolare la città di Catanzaro riconosciuta dall’Amministrazione Provinciale “Patrona” di tutto il territorio. Numerose sono infatti le vicende storiche che legano il titolo della Madonna di Porto alla città capoluogo di regione. Primi fra tutti gli eventi legati alla dominazione dei francesi di Napoleone del 1807: l’immagine della Madonna fu infatti trafugata durante il saccheggio di Gimigliano e successivamente restituita al culto da parte delle stese truppe napoleoniche.  Scrive lo storico Lamannis che “non si vide mai a Catanzaro processione più sontuosa e numerosa di questa”. da quel momento la città di Catanzaro entrò a pieno titolo nella storia della Madonna di Porto. Interi quartieri si consacrarono alla Vergine di Costantinopoli: ciò è testimoniato dalla straordinaria mobilitazione a cui tutt’oggi si assiste nella notte del lunedì di Pentecoste.  Si possono notare inoltre le tante piccole cappellucce e cone sorte nei rioni di S. Elia, Pontepiccolo, Pontegrande, Fondachello, Santa Maria, tutte riproducenti l’immagine della Madonna di Porto,  spesso a fianco al protettore della città  San Vitaliano. La “Peregrinatio Marie” del 1948 e del 1949 venne svolta con la visita del Quadro alla città di Catanzaro e il pellegrinaggio dell’Immagine attraverso il territorio provinciale, passando per 47 paesi che ad Ella si consacrarono. Infine l’omaggio del Pontefice Giovanni Paolo II che incoronò l’immagine nello stadio di Catanzaro in occasione della storica visita in Calabria dell’ottobre 1984. Giovanni Paolo II, raccogliendo l’invito della Chiesa Diocesana, formulata da Monsignor Antonio Cantisani, incoronò il Quadro e affidò i suoi voti personali “al cuore materno di Maria, mentre mi accingo ad incoronare la sua venerata immagine sotto il titolo di Madonna di Porto, in questo primo sabato del mese di ottobre, dedicato alla preghiera del Rosario”. Nel 2013, su proposta dell’Arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone, Papa Francesco ha elevato il santuario a dignità di Basilica Minore.
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u Villaggio Mancuso

Punti di appoggio: Taverna: V. Mancuso - Vari Alberghi - per Informazioni rivolgersi Coop. Alis Tel. 0961 / 922253 Sersale: Buturo - Coop. Silva Brutium via Greco 73, Tel. 0961 / 931301 Villaggio Mancuso - è un villaggio turistico montano della Sila Piccola, frazione del comune di Taverna paese della Provincia di Catanzaro. Villaggio Mancuso nasce nei primi decenni del XX secolo, come centro di villeggiatura di montagna per i cittadini del Catanzarese, in una delle aree più pregiate e fitte della Sila. Si sviluppa negli anni successivi, in particolare negli anni '50 e '60, distendendosi nell'areale dei monti Femminamorta e Gariglione. In questi anni cominciano ad essere realizzate le tipiche casette in legno a listelli bianco e neri, che ricordano le baite svizzere. Negli anni successivi cominciarono ad essere edificati i primi alberghi ed attività ricreative, che implementarono un servizio turistico che si basava solo su abitazioni private, dotando il centro di una discreta ricettività turistica. Il villaggio si trova nella parte meridionale della Sila e forma insieme al Villaggio Racise, Buturo, Cutura, Pantane, Monaco e Tirivolo, il comprensorio turistico della Sila Piccola di cui costituisce il centro principale. Il villaggio si trova all'interno del Parco nazionale della Sila, al confine sud - est, e custodisce al proprio interno il 'Centro Visite Monaco', il secondo centro visite del Parco dopo quello del Cupone, mentre nelle immediate vicinanze del villaggio si trova anche la Riserva naturale Poverella Villaggio Mancuso.

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