Time  5 hours 38 minutes

Coordinates 2792

Uploaded May 5, 2018

Recorded May 2018

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5,688 f
3,501 f
0
1.8
3.6
7.12 mi

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near Cespedosio, Lombardia (Italia)

Escursione di un certo impegno, adatta a chi è già abbastanza pratico di montagna e possiede capacità d'orientamento e di progressione in ambiente e zone non segnalate. Alcuni passaggi possono risultare un poco delicati e richiedono attenzione, specialmente in caso di suolo bagnato. La prima parte è decisamente tranquilla, per poi divenire più adatta ad escursionisti esperti, ma nulla di alpinistico.
Giunti ai centri abitati di Era e Cespedosio raggiungiamo la Chiesetta della località e si inizia a salire da dietro la stessa , per poi entrare in un bel bosco di faggi nel quale perdiamo da subito la traccia del sentiero , ma risalendo con riferimento la parte sovrastante i pannelli ( sarebbe bastato fiancheggiarli pari pari partendo dalla strada asfaltata ) , raggiungiamo una strada sterrata che sale con ampie curve sopra l'abitato di Cespedosio .
Si prosegue entrando in una zona prativa con altre cascine sparse tra i prati. Ancora pochi metri e si arriva dopo un tornante ad una sbarra , dove si abbandona la strada sterrata per andare verso destra. Si supera un casello per la caccia passandogli accanto , quindi in ripida salita nel bosco , rimanendo sul lato sinistro rispetto alla dorsale del bosco stesso , proseguiamo sin ad un altro capanno che si supera . Poco dopo si esce dal bosco entrando in una bella zona di prati (località Baite dei Campei 1384 M.) con alcuni ruderi di vecchie baite al centro e la nostra cresta sullo sfondo . Superati i ruderi, ricomincia il bosco e, rimanendo sul costoncino erboso che divide i due versanti prima prativi e poi boscosi , passiamo un piccolo capanno da caccia , quindi poco dopo piegato verso destra , entriamo in un ripido valloncello pieno di mughi e cespugli . Il sentiero non è segnalato. Saliamo seguendo la traccia (comunque ben evidente) che inizialmente è poco ripida, ma man mano si sale, aumenta di pendenza. Zigzagando tra pianticelle e cespugli , guadagnamo quota sempre avendo come riferimento la selletta soprastante .
Verso la parte finale , le pianticelle lasciano il posto a scivolosa e ripida erba fino a sbucare sulla cresta (1750 M. circa) che procede a destra verso le nostre mete . Dopo un attimo di riposo ed aver goduto del bel panorama dalla cresta verso il versante opposto che scende verso il lago di Cassiglio, si riprende a camminare lungo la inizialmente pianeggiante cresta . Ben presto iniziano i saliscendi e la cresta da prima agevole e comoda, diviene un poco più sottile e meno agevole . Seguitela fedelmente . Attraversate ambienti molto carini, profondi valloni alla vostra destra e una bella valle aperta alla vostra sinistra . Giunti sulla cima del Mezzodì (1713 M.), una scritta azzurra su di un sasso ed un bastone eretto a mo' di palo vi indicheranno la meta . Proseguire ora con maggiore attenzione e un poco più di difficoltà, sempre rimanendo sul filo di cresta , ad eccezione di un paio di alti salti rocciosi che possono essere aggirati, scendendo verso sinistra .
Noi invece in questo tratto siamo scesi troppo sul fianco della vallata alla nostra sinistra e anzichè agevolare apparentemente l'avanzamento , abbiamo finito con lo spendere tantissime energie nel tentativo vano di seguire qualche sbiadito bollo di sentieri che furono , oramai totalmente abbandonati . Ora si incontrano anche curiose formazioni rocciose e piccoli pinnacoli che rendono affascinante il percorso. Giungiamo sull'anticima di quello che la maggior parte delle relazioni chiamano erroneamente monte Saetta , qui, tra le pietre che formano l'ometto , si trova un curioso blocco sassoso cubico con alcune lettere incise , forse un cippo di confine . Scendiamo con attenzione alla successiva selletta , un ultimo sforzo , quindi proseguiamo faticosamente in cresta, fino a raggiungere con piacere il Monte Saetta .
Pausa , foto , e rientro lungo il medesimo itinerario .

La zona è poco frequentata e forse per questo è facilissimo imbattersi in caprioli nella parte bassa e camosci nella parte più alta, nonché rapaci, tra cui l'aquila. Molto bella anche la flora.
Sappiate quindi , che la linea GPS da noi tracciata oltre il pizzo di Mezzodì verso il Saetta risulta essere un pò troppo bassa . Ribadisco , seguite il più fedelmente la cresta a costo di rallentare un po il vostro incedere .
Waypoint

Bocchetta

Summit

Monte Saetta

Summit

Ometti

Sacred architecture

Partenza/Arrivo

Summit

Pizzo di Mezzodì

2 comments

  • Photo of Menek66

    Menek66 May 25, 2018

    Avevo fatto dei bolli rossi, sono spariti? Ciao

  • Photo of * CESIALBI *

    * CESIALBI * May 26, 2018

    Ciao Menek qualche bollo lo abbiamo visto , tuttavia l'infoltimento del bosco ed il conseguente mutamento naturale della zona , secondo noi li ha deteriorati al punto che pur seguendone uno , nella ricerca del successivo , finivamo col complicarci la vita . Perciò al netto dell'escursione consiglio di seguire il più possibile la cresta . Purtroppo sono zone talmente poco battute che il destino di qualsiasi sentiero , è quello di non potersi mantenere a lungo .

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