Moving time  2 hours 11 minutes

Time  2 hours 46 minutes

Coordinates 1222

Uploaded May 23, 2020

Recorded May 2020

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near Cansatessa, Abruzzo (Italia)

Fa un certo effetto pensare che l'archeologo britannico Thomas Ashby, nel lontano 1900 abbia mosso i suoi passi su queste, allora, brulle montagne e in questi luoghi così sconosciuti...
con tutti i suoi ingombranti e scomodi strumenti fotografici portati faticosamente a tracolla...
Aveva forse già immortalato la città dell'Aquila e alcune sue chiese, i suoi abitanti e i suoi mercati, con nitidissime foto in bianco e nero...e i ruderi dell'antica Amiternum, documentando il Teatro e l'Anfiteatro ancora semisepolti.

Sarà sicuramente partito dal Casale del Barone (da dove siamo partiti anche noi) accompagnato da spauriti contadini locali...forse non troppo convinti, perché "la Murata dejiu Diavulu" incuteva allora più che timore, paura e rispetto... quelle enormi pietre accatastate in quel posto inaccessibile, a ridosso di quell'orrido Fosso, erano certamente un'opera del Demonio, perché impossibile da realizzare per dei comuni mortali...
Troppe le leggende che venivano raccontate e credute dalla gente che nei pressi vi abitava...di grida atroci che si sentivano di giorno e di notte, fate che si aggiravano nel vento e nella solitudine che ancora oggi si avverte in questo appartato posto...

Deve essersi incamminato di buona lena, attraverso questo nostro paesaggio, allora ancora coltivato a vite e a tutto quello che vi si poteva strappare alla terra. Le due foto di insieme che ci ha lasciato (preziosissime) sono state scattate dal primo Colle (2°WP) raggiunto.
Confrontandole con la vista attuale notiamo subito la differenza fortissima della vegetazione oramai predominante e dilagante in questo Fosso e fra le due montagne.

Dopo circa due anni (nel 1902) anche il nostro studioso e nobile aquilano Niccolò Persichetti ricalco' lo stesso percorso, fotografando lo stesso sito archeologico e documentando e descrivendo ancor più da vicino le antiche meraviglie...

Un altro attento architetto, Giuseppe Simelli, aveva visitato questo stesso sito ancora prima dei due studiosi, nel lontano 1810, (anch'egli accompagnato da poco convinti contadini del luogo)... Lasciandoci dei bellissimi disegni scaturiti da rilievi effettuati al meglio che pote' realizzare.

Queste mura, solo circa 100 anni fa erano ancora davvero incredibili...
Il tratto situato più in alto, con file di pietre poligonali finemente lavorate e serrate (5°WP) è pressoché uguale ancora oggi da allora (solo qualche grossa pietra è crollata e si vede ancora riversa a terra)...
È invece il segmento che era allora davvero imponente e situato poco più in basso, (rilevato e disegnato dal Simelli nel 1810 e poi fotografato prima da Ashby nel 1900 e poi dal Persichetti nel 1902) che purtroppo ha subito un devastante crollo, avvenuto forse soltanto alcuni anni dopo le ultime fotografie del Persichetti...lasciando a noi solo un primo tratto (7°WP) di innesto delle mura composte da enormi pietre più grossolane e grezze (forse perché di epoca ancora più antica).

Sono rimasto sempre stupito (e anche forse un po' "geloso") di questo incredibile posto a cui mi sento da sempre molto legato.
L' atmosfera che vi si respira è magica e misteriosa al tempo stesso.
Le mura ciclopiche sono state faticosamente costruite dai nostri avi, in un luogo ameno, nascosto, quasi per "perdersi" e ripararsi in questa insenatura già parecchio ostile a causa della sua difficile conformazione montuosa.
Le mura sono sempre li, pressoché identiche da almeno un secolo oramai.
Tutto passa, ma il mio punto fermo lo ritrovo sempre in questo magico percorso...

È bello e anche giusto che tutti possano trovare ed ammirare queste meraviglie, fotografarle e soprattutto raccontarle, portando però sempre il massimo rispetto alla natura e alle antiche vestigia.

NB: ⚠
Questo è un tracciato esplorativo, almeno nel tratto che comprende il 5°, il 6° e il 7° Waypoint.
Le mura nel 6° e 7° WP sono state fotografate muovendosi in tratti scoscesi e in mezzo a fitta vegetazione. Inoltre, si è quasi costantemente vicini al ripido Fosso della Murata. Prestare attenzione e procedere con prudenza in questo piccolo segmento di tracciato (circa 200 ml).
Il resto del percorso ricalca invece sentieri frequentati e quindi facili perchè ben battuti.
Ruins

Ruderi di una casetta poco dopo Casale del Barone (Deviazione a destra in salita)

E' sicuramente da Casale Barone che Thomas Ashby si fece accompagnare nei pressi dei ruderi della murata. Probabilmente non salì subito sul primo colle (come oggi abbiamo fatto noi). Percorse forse la Via Antica Arischia fino alla prima edicola votiva (ora diruta) per poi salire ed aggirare la collina fino ad arrivare nei pressi del Fosso e dei ruderi della Murata. Le due foto furono probabilmente realizzate dopo tale attenta visita, quando lo studioso decise che, tornando indietro, dal colle più a Sud avrebbe sicuramente catturato un'ottima panoramica di tutto il sito archeologico e della conformazione delle montagne a destra e a sinistra del Fosso.
Photo

Foto

È più o meno da questo stesso punto che in un imprecisato giorno del 1900, Thomas Ashby puntò l'obiettivo della sua pesante macchina fotografica, documentando con due nitide foto lo stesso scenario. Fra le due brulle montagne, nella foto in b/n di Ashby, è evidente il profondo Fosso della Murata (in dialetto "fussu ella murata") che tutt'ora le divide. Oltre ai due muri (5° e soprattutto 7° Waypoint) si notano i terreni allora lavorati e coltivati, delimitati dai maceri formati da mucchi di sassi. Sullo sfondo si vedono alcuni alberi (sicuramente da frutto) ordinatamente disposti sempre su terreni "ripuliti", oggi totalmente invasi da qualsiasi tipo di vegetazione. La differenza nella composizione vegetativa è davvero notevole...consideriamo che allora diversi terreni erano faticosamente coltivati e tantissime alberature venivano sistematicamente tagliate e quindi tenute sotto controllo, grazie al fatto che gli abitanti del posto ne ricavavano legna da ardere durante i rigidi e lunghi inverni...
Summit

Cima del colle da cui furono scattate le foto nel 1900 (a quota Mt. 799, da IGM)

Intersection

Intersezione, a destra in discesa (4° WP)

⚠Attenzione: Da questo bivio, fino al ritorno nello stesso identico punto, si scende e si percorre un sentiero sconnesso (ove presente) e per alcuni tratti in mezzo a fitta vegetazione. Soprattutto per raggiungere il 6° ed il 7° Waypoint.
Ruins

Rovine

I resti di mura ciclopiche nel centro Italia, arrivate fino ai nostri giorni, sono davvero tanti e nei posti più disparati. Spesso si fa fatica a capire il loro scopo ed utilizzo, soprattutto in questo caso specifico della "Murata di Cansatessa" (in dialetto locale "la murata ejiu Diaulu"). Tanti altri insigni studiosi ne hanno più o meno studiato i resti. Non possiamo dimenticare il locale Padre Giacinto Marinangeli, ma anche il Dodwell che nel 1830 circa ci ha lasciato altri mirabili disegni come il Simelli. Altri importanti studiosi che si sono occupati di questo sito, sono stati il Leosini, il Lugli, C. K. Bunsen, F. K. Klenze, Petit Radel e tanti altri... Tutti hanno formulato diverse ipotesi sul perchè della loro costruzione e relativo utilizzo, ma la verità è che a tutt'oggi rimane più di un dubbio sullo scopo di tali antichissime vestigia.
Ruins

Rovine

Tale camera circolare in muratura (quindi relativamente più recente) presenta una specie di cavità che fino a non molti anni fa era molto più visibile. Ora, parzialmente riempita dal continuo dilavamento della terra, è praticamente semicoperta anche dalla folta vegetazione. Diversi embrici di epoca romana, ridotti oramai a frammenti, si osservano nei pressi di tale rudere.
Ruins

Rovine

Questi sono i resti dell'imponente muro rilevato dal Simelli nel 1810 e restituito in un bellissimo prospetto disegnato su una tavola con alcuni appunti accanto. Ancora oggi si vedono i resti dei grandi blocchi che stavano alla base e sostenevano il muro quasi totalmente crollato. Praticamente il segmento di enormi pietre accatastate ancora visibili, altro non era che l'innesto di tale muro ciclopico che sembra attraversasse in epoca antica tutto il Fosso. Per renderci conto delle notevoli dimensioni, possiamo empiricamente dire che quel che resta oggi è forse circa la decima parte del muro che Thomas Ashby ed il Persichetti ebbero la fortuna di vedere e di fotografare nei primi due anni del 1900 e probabilmente poco prima dei crolli o del crollo definitivo...
Waypoint

Valichetto della Murata

Cave

Grotta antropizzata a rifugio pastorale

Riparo pastorale praticamente intatto. Diverse sono le architetture di questo tipo presenti in zona. Spesso sono cavità naturali che opportunamente scavate, venivano poi richiuse con pietrame locale lasciando solo un piccolo ingresso e a volte una piccola fessura per la luce solare.
fountain

Fonte del Salice

Intersection

Bivio a destra per la Fonticella

fountain

La Fonticella sopra l'abitato di Cansatessa

Intersection

Bivio a destra per Casale del Barone

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