• Photo of Il Semprevisa
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Technical difficulty   Difficult

Time  6 hours 19 minutes

Coordinates 760

Uploaded December 20, 2016

Recorded November 2016

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7.33 mi

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near Il Castagno, Lazio (Italia)

L'ascesa alla Semprevisa dal versante tirrenico, notevolmente più complessa rispetto al versante carpinetano, risulta essere una escursione di elevato livello naturalistico e sportivo. Dalla fonte Sant'Angelo, percorrendo una bellissima lecceta si raggiungerà la sorgente Sant'Angelo e da qui il rifugio Liberamonte. Il sentiero attraversa quindi i prati di Camporosello fino a raggiungere la sella tra il Monte Ardicara e la Semprevisa. Un ultimo panoramico strappo permette di raggiungere la vetta. Questo è sicuramente tra i percorsi più complessi e completi effettuabili sui Lepini, l'alternarsi di diversi tipi di ambienti (boschi, prati, pietraie, creste) lo rende affascinante e mai noioso. La vista di Camporosello, verde paradiso all'ombra della vetta, con le sue mandrie di cavalli regala una splendida sensazione. Il panorama dalla vetta è semplicemente magnifico.

Descrizione del sentiero:

A piedi si supera il ponte (in basso a destra sul fondo del fosso c'è il fontanile) e si prende il ripido sentiero subito a sinistra segnalato con delle frecce rosse dipinte sulla roccia (attenzione che essendo un po scolorite in presenza di molto sole potrebbero essere poco visibili). Si sale per il ripido sentiero che, entrando subito nel bosco, descrive dei piccoli tornanti (tenersi sulla destra) e si allaccia ad una evidentissimo stradello nei pressi di un cancello. Lo stradello, che va seguito per circa 2 km, diviene via via sempre più stretto e sale a mezza costa nel bosco ricalcando il percorso dell'acquedotto (facendo attenzione si può sentire il suono dell'acqua scorrere). In questo tratto la segnaletica è presente solo sulle piccole casette di servizio dell'acquedotto (sono circa 6-7 a distanza di circa 300 metri l'una dall'altra), ma il sentiero è evidentissimo ed è praticamente impossibile sbagliare strada. Da dove il sentiero si fa molto stretto e piuttosto ripido e sassoso (in questo tratto sono anche visibili a terra le tubature dell'acqua), presto si raggiunge la fonte S. Angelo (50 min, 954 metri) lungo fontanile presso il quale è facile imbattersi in animali che si abbeverano. Dopo una meritata sosta al fontanile si ritorna per pochi metri sui propri passi e si prende la deviazione (segnata da frecce rosse) che sale in direzione sud, con un tratto sassoso e ripido (fare attenzione!!) fino alla strada sterrata che raggiunge Camporosello. A questo punto si segue la comoda strada in salita fino al rifugio Liberamonte (20 min, 1050 m) gestito dall'associazione Mountain Freedom (il gestore non c'è ma il rifugio è aperto e può essere usato). Si continua sulla strada sterrata e dove questa fa una curva, proprio nei pressi del gomito, si può notare un segno sulla sinistra il quale indica di lasciare la strada per inoltrarsi nel valloncello boscoso. Il sentiero segnato segue il letto del torrente e dopo circa 150 metri (dopo aver scavalcato una piccola sella) raggiunge il pianoro di Camporosello dal quale già appaiono il Monte Ardicara sulla sinistra e un fianco della Semprevisa sulla destra. Il sentiero sul pianoro (che poi tanto pianoro non è...) non è ben segnato. Quello che conviene fare è procedere sul bel prato sempre in direzione nord, tenendo davanti a se i pendii boscosi ed insinuandosi sul sentiero sassoso presente in una specie di varco privo di alberi che con notevole pendenza e qualche tornante porta fino alla Schiazza di Paolone (1 ora, 1355 m). La Schiazza in gergo è un grande sasso piatto (non è visibile dal basso, ci si accorge di essa solo quando ci si è vicino). La Schiazza in questione segna la sella tra l'Ardicara (sulla sinistra) e il Semprevisa sulla destra). Se da questo punto si prosegue dritti si ci si allaccia al sentiero che sale da Pian della Faggetta (già descritto nel mio blog: Monte Semprevisa da Pian della Faggeta), ma per raggiungere la vetta dobbiamo andare invece verso destra. Da questo punto in poi i segni bianco-rossi diventano molto più evidenti. Dopo un breve tratto ripido e sassoso, si entra nella faggeta, e si raggiunge la cresta (aerea ed esposta ma non pericolosa). Eccezionali i panorami sulla Pianura Pontina e sul mare. Superata l'anticima si è ora in vista della vetta che si raggiunge con un ultimo strappo (1536 metri, 45 min). La vista è a 360°: sono visibili gran parte dei Monti Lepini, i Monti Ausoni, i Monti Aurunci, il mare, ecc., godete appieno di questo panorama.

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