Time  7 hours 33 minutes

Coordinates 3257

Uploaded May 3, 2017

Recorded April 2017

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near Varazze, Liguria (Italia)

Si inizia da Via Cavour seguendo le indicazioni e si sale una strada asfaltata che nel primo tratto attraversa delle case. Poco prima del sottopasso dell’autostrada, si gira a destra e seguendo sempre le indicazioni si inizia a percorrere il tratto panoramico dell'escursione. Dopo aver attraversato due volte l’autostrada, a sinistra inizia una strada sterrata con una sbarra. (80 m) Questo è considerato il percorso “ufficiale” da Varazze al santuario della Madonna della Guardia denominato Salita Cavetto. Noi, parcheggiata l’auto nelle vicinanze, abbiamo preso a destra per una stradina asfaltata che scende leggermente curvando a sinistra per circa 180 m fino nei pressi di un paio di garage in lamiera. Da qui parte un sentiero senza contrassegni, ma ben evidente, che costeggia il Rio Mola alla sua destra orografica, scende ripidamente per attraversarlo e poi risale altrettanto ripidamente sull’altro versante per incrociare il sentiero di salita proveniente da Varazze per il Santuario. Il nostro percorso è un sentiero diretto, con tratti ripidi ma superabili senza grosse difficoltà, che sfiora a Nord il Bric delle Rive e arriva sulla cima ad Ovest del Monte Grosso e del Santuario. (360 m) Questo tratto vede la presenza di vegetazione bassa a causa dei ripetuti incendi che hanno devastato la zona, dove gli alberi sembrano dei cerini spenti! Arrivati sulla carrareccia si svolta a destra, subito dopo a sinistra e si prosegue ancora sull’ampia sterrata. Dopo un lungo tratto in falsopiano si arriva al colletto sulle pendici del Bric Arenon. (340 m) Qui, sulla destra, si individua un sentiero segnalato con un Punto ed una Linea Rossa, che scende in direzione Nord. Il primo tratto scende in una vasta zona bruciata, dove l’acqua non assorbita dalle piante tende a ruscellare superficialmente, creando ampie fosse lungo il sentiero. Giunti nella vallata del Rio Arenon si presenta la vista della discarica del Pian delle Forche, mentre si scende fino ad attraversare il Rio Arenon con i suoi sacchetti di plastica che si attaccano a tutta la vegetazione circostante. Il secondo tratto sale dal Rio, sempre tra gli alberi bruciati, con qualche bel prato. Ad Ovest del Bric della Costata si tralascia il sentiero a destra che porta ai Piani di S. Giacomo, per una strada veramente disastrata che scende fino alle Case Isola. (210 m) Si prosegue fino alla carrozzabile Via Al Deserto dove si svolta a sinistra fino vecchio mulino in Località Cogorello, in prossimità del ponte sul Rio Arrestra. (210 m) Poco dopo aver passato il ponte e sorpassato il Rio della Malanotte su un secondo ponte, una freccia e una palina fanno lasciare la strada asfaltata che prosegue per l'Eremo del Deserto. A destra, nei pressi di una casa che ospita una comunità, si segue una larga mulattiera in salita che, passando a fianco di un edificio, arriva su di un prato incolto nei pressi di un tempietto della Madonna. Lo si attraversa per arrivare sulla scalinata che conduce alla Chiesa del Pellegrino. (278 m) L’Eremo del deserto o Istituto S. Giuseppe dei Carmelitani Scalzi (286 m) viene fondato nel 1616. Il complesso che comprende il monastero, diverse celle per l'eremitaggio e un mulino ad acqua, si estende in una vasta zona collinare circondata da mura. Confiscato nel 1860 è tornato ai Padri Carmelitani nel 1920. Percorrendo i perimetro a Est dell’Eremo si arriva al piazzale dove a destra, in leggera discesa, un sentiero prosegue nel bosco costeggiando il rio Malanotte. Poco dopo lo si attraversa passando sull'altro versante: il sentiero, con una leggera salita, percorre a mezza costa la valle sinistra del Rio Malanotte con vista sull’Eremo. Arrivati alla breccia del muro di cinta che delimita la proprietà dell’Eremo, inizia una dura e costante salita in direzione Nord. Il boschetto lascia spazio ad una boscaglia più rada, che cessa del tutto in un'altra zona devastata da un incendio. Il percorso continua alo scoperto puntando le rocce del Groppo Nero e del Monte Fardello che nascondono in parte il Monte Siguelo. I panorami sulla costa del savonese cominciano a farsi più ampi. Giunti a circa 780 mslm il sentiero svolta a Nord Ovest per aggirare i monti e costeggiare tutte le pendici occidentali del Monte Sciguelo, e con un ampio percorso circolare si porta su uno spallone, praticamente aggirandolo. Piegando da qui verso Est si raggiunge in breve il crinale, e ci si va ad innestare sulla carrareccia che sale dalle Faie per Prariondo. Proseguendo in salita la si segue fino ad incrociare il sentiero che si arrampica alla cima del monte. Noi, in corrispondenza dell’ultima curva a sinistra, abbiamo preferito risalire direttamente i ripidi pendii erbosi per guadagnare la vetta. (1102 m)
Il monte emerge sulla breve dorsale erbosa e rocciosa che si stacca in direzione Sud dal displuviale appenninico protendendosi tra l’alto bacino del Rio Malanotte e quello del Rio Acquabona, a monte di Cogoleto. La vetta è pressoché erbosa ed ha due cime, su una delle quali c’è un piccolo cippo. Vi passa il confine amministrativo tra le provincie di Savona e Genova. Dalla vetta, verso occidente, in questa giornata si ammirava nitida la costa del savonese e soprattutto l'arco alpino, dal Monte Carmo di Loano fino alle Alpi Marittime. Verso Est, si nota il Monte Rama, mentre, più lontano, si scorgono la città di Genova e gli Appennini. Dal monte si scende per il ripido ma corto sentiero che porta alla carrareccia che dalla Faie raggiunge Prariondo. Segnavia Tre Bolli Rossi. Proseguendo a Nord tagliando per i prati si raggiunge il Rifugio. (1108 m) Il percorso di ritorno inizia di fronte al Rifugio a destra del Punto Informativo del Parco, dove una palina indica ben quattro sentieri. Il nostro sentiero per le Faie è indicato con il contrassegno Linea Rossa. Seguendo per un tratto la carrareccia Via Pratorotondo abbiamo preso a destra dove si inizia la lunga discesa per Le Faie. Poco dopo, di fronte, si riprende il sentiero sempre con segnavia Linea Rossa, lo si segue alle pendici della Rocca Priata per poi attraversare la zona detta Prierosse e incontrare in seguito una strada che conduce prima in località Mogliazza (560 m) e infine alla Cappelletta delle Faie. (447 m) Dalla Cappelletta si segue a sinistra la via asfaltata che scende fino al passo del Muraglione. (394 m) Dopo una ripida ma corta salita si continua per una carrareccia fino al Bric della Forca (471 m) per continuare in discesa fino alla presa di un acquedotto e succesivamente al Passo Lecana. (366 m) Da qui tenendo la sinistra per la carrareccia, si ritorna verso il Monte Grosso per scendere poi a Varazze. Noi siamo passati per il Bric Noia (378 m) per ricongiungerci, dopo un sentiero molto disastrato, alla Salita Cavetto.
Bric Noia 378m
PASSO VALLE 368M

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