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Technical difficulty

Easy

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56

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Trail type

Loop

Time

4 hours 52 minutes

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3235

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January 7, 2020

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December 2019
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near Modigliana, Emilia-Romagna (Italia)

Punti di interesse:

MONTE BUSCA e il "VULCANO": Il monte Busca (740 m s.l.m.) è una montagna dell'Appennino tosco-romagnolo, situata in Romagna, tra l'alta val Montone e l'alta val Tramazzo caratterizzato da una fontana ardente di metano attiva da prima del XVI secolo chiamata erroneamente "vulcano".

fonte: "Wikipedia - Monte Busca"

PORTICO DI ROMAGNA: Portico e San Benedetto (Pôrtic e San Bandét in romagnolo) è un comune italiano sparso di 774 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, nella vallata del Montone. Il nome dell'abitato principale, che sottolinea l'appartenenza alla Romagna poiché fu Toscana (Provincia di Firenze) fino al 1923, deriva dal latino porticum, cioè luogo di mercato. La storia di Portico in epoca medievale è legata alle vicende delle famiglie dominanti: i conti Guidi, Visconti di Milano e quelle della repubblica fiorentina in lotta per il dominio dell'Italia centro-settentrionale. Nel 1386 fu definitivo il passaggio a Firenze, diventando poi la capitale della Romagna Toscana. La struttura urbanistica medievale del borgo fu suddivisa su tre piani sovrastanti distinti ma uniti da passaggi, che si conservano ancor oggi in buono stato. La parte alta era costituita dal castello, del quale non rimane altro che una torre, dalla pieve e dal palazzo del podestà. Nel piano intermedio erano localizzati i portici e i palazzi nobiliari, tra cui il palazzo Portinari. Si narra infatti che sia proprio in questo luogo che sbocciò l'amore di Dante Alighieri per Beatrice Portinari. Il piano inferiore invece si articolava lungo il fiume, dove erano situate le case di popolani e artigiani ricavate nella cinta muraria. Ai quattro punti cardinali del paese altrettante torri fungevano da vedette al castello. Esse finirono col divenire poi ripostigli per gli attrezzi da lavoro o rondinaie.

Monumenti di interesse:
- Via Borgo al Ponte è una delle caratteristiche strade che dal paese conducono al Ponte della Maestà, collegando il piano intermedio del paese con quello inferiore.

- Il Ponte della Maestà, ponte ad arcata unica che scavalca il fiume Montone. Vanta ancora la sua pavimentazione originale, che si conclude di fronte ad un piccolo oratorio, detto della Visitazione.

fonte: "Wikipedia - Comune di Portico e San Benedetto"

ROCCA SAN CASCIANO: Rocca San Casciano (La Ròca o Roca San Casiân in romagnolo) è un comune italiano di 1.857 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Nel 1923 Mussolini ridefinì i confini fra Toscana e Romagna e Rocca San Casciano, fino ad allora appartenuto alla provincia di Firenze, in Toscana e capoluogo della Romagna toscana passò in Emilia-Romagna.
Il primo documento che cita Rocca risale al 1197 "Rocca Sancti Cassiani in Casatico" il che fa ritenere che all'epoca esistesse un castello. Nel 1230 il vescovo di Forlimpopoli raccomanda alcuni castelli di sua giurisdizione, tra i quali anche la rocca di San Casciano, al comune di Faenza.

Monumenti di interesse:
- Il castello di Rocca San Casciano, chiamato "Castellaccio", si erge in posizione dominante rispetto all'abitato. Gli attuali ruderi è quanto resta dell’antica rocca munita di mura, dopo i crolli avvenuti per il terremoto del 22 marzo 1661.

fonte: "Wikipedia - Rocca San Casciano"

MODIGLIANA: Modigliana (Mudgiâna in romagnolo) è un comune italiano di 4 479 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Uno dei comuni storici della Romagna toscana, fino al 1923 ha fatto parte della provincia di Firenze.
La città sorge nella località ove, secondo il Muratori, si trovava il romano Castrum mutilum menzionato da Tito Livio. È ricordata fin dal secolo IX nei documenti come facente parte dell'esarcato di Ravenna. Fu sede dei conti Guidi da quando Tegrimo Guidi sposò nel X secolo la contessa Ingelrada, figlia di Martino Duca di Ravenna[3]; da allora entrò sotto l'influenza della Repubblica di Firenze: Modigliana dipese dapprima dalla signoria fiorentina e dal granducato di Toscana poi.
Dal 1510 fu podesteria indipendente, dal 1772 sede di vicariato. Durante il periodo francese sede di sottoprefettura nel dipartimento dell'Arno; nel 1838 fu dichiarata "città nobile".
Con l'unità d'Italia (1861) Modigliana fu inserita nel Circondario di Rocca San Casciano, parte della Provincia di Firenze. Nel 1923 l'intero circondario passò alla Provincia di Forlì, di cui Modigliana fa tuttora parte.

Modigliana è il paese natale di Don Giovanni Verità, detto "don Zvàn" (Modigliana, 18 febbraio 1807 – Modigliana, 26 novembre 1885), presbitero italiano, critico del potere temporale detenuto dal Papa durante il Risorgimento.

Ordinato sacerdote nel 1829, iscritto alla Giovine Italia l'anno seguente, si schierò apertamente con i carbonari e partecipò a diverse rivolte popolari, motivo per cui la sua figura fu molto discussa.
Don Giovanni aiutò, durante il Risorgimento, moltissimi cospiratori, recuperandoli grazie a finte battute di caccia nelle foreste intorno a Modigliana, divenuta luogo di fuga - in quanto (fino al 1859) appartenente al più tollerante Granducato di Toscana - per i patrioti inseguiti dalle guardie dello Stato Pontificio.
Il sacerdote aiutò la fuga di Giuseppe Garibaldi e di Giovanni Battista Culiolo (alias "capitano Leggero"), suo luogotenente, inseguiti dagli austriaci. La notte del 21 agosto 1849 don Giovanni li incontrò sul monte Trebbio e poi li nascose in casa propria a Modigliana, da dove poterono poi raggiungere Livorno per imbarcarsi.
Quando morì, il 26 novembre del 1885, gli furono negati i funerali religiosi, vista la sua non obbedienza al Papa.
La sua casa natale ospita oggi il «Museo Comunale Don Giovanni Verità», dedicato alla sua figura.

Monumenti di interesse:
- La Rocca dei Conti Guidi (detta Roccaccia)
Quando i barbari lasciarono l’Italia atterrarono quasi tutti i castelli e restarono solo ruderi di torri, di mura e di altre fortificazioni. Verosimilmente, la parte primitiva della Rocca di Modigliana fu iniziata nell’epoca in cui, dopo ai Franchi, giunsero i Normanni che presero a ricostruire di tutto, quindi tra l’830 e l’864 quando Carlo il Calvo fu costretto a pubblicare un editto che impediva l’eccessiva proliferazione di costruzioni difensive monumentali. Ne presero possesso i Conti Guidi all’inizio del X secolo e per oltre 400 anni questo maniero che fu il primo, il maggiore e il più importante feudo della potente famiglia ha seguito per intero la storia e la magnificenza. L’elevazione del maschio centrale che si vede oggi costruito sopra alla primitiva base rettangolare in pietre di fiume è di epoca più recente ed è legato al 15º secolo ed alla Repubblica di Firenze alla quale i modiglianesi decisero di affidarsi nel 1377.
Purtroppo nel 1661 un grande terremoto privò il maschio della cinta di merli e della copertura che li sovrastava, molti danni arrecò alle casematte della piazza d’armi, alla chiesetta di S. Barbara e persino al sottostante Palazzo Pretorio che fu privato del piano superiore mirabilmente merlato oltre che della torretta campanaria posta sulla cima.
Ma soltanto nel 1918 si ebbe il crollo che caratterizza oggi questo castello rendendolo un esemplare unico di “spaccato verticale” che ne mette in luce le tecniche costruttive ed i locali interni creando contrastanti suggestioni di forza e debolezza, cura costruttiva e abbandono, sentinella e minaccia.

- La Tribuna (p.zza don Minzoni): l'ingresso principale al castello
Baluardo a difesa della cittadella medievale, rappresentò tra la fine del ‘400 ed i primi del ‘500 il completamento della terza cinta muraria, quella più esterna che racchiudeva il borgo abitato. Era una forte costruzione a torre semicircolare adatta alla difesa della città e munita di ponte levatoio. Sulla torre di destra, già nel 1500 vi era un orologio, poi sostituito nel 1845 da quello più moderno opera dello specialista modiglianese Domenico Cavina. L’edicola centrale con la statua della Madonna del Cantone (protettrice di Modigliana), fu realizzata dal noto scultore bolognese Giuseppe Molli nel 1678. La torre di sinistra è invece più giovane di circa un secolo e costruita per dare simmetria.

- Il Ponte di San Donato (o Ponte della Signora)
È un classico ponte medievale a schiena d’asino, di quelli che a volte sono chiamati ponti del Diavolo. Il nostro è posto all’entrata Nord di Modigliana e scavalca il torrente Acerreta. Le origini di questo monumento risalgono al settecento quando la signora Casalini lo fece costruire per uso personale. Esso conduceva anche ad una chiesetta edificata da S. Pier. Damiani detta di S.Donato (oggi scomparsa).
Una leggenda narra che in tempi antichi, viveva alle Colombaie (podere di Modigliana) una signora che fece costruire il ponte sull'Acerreta, per questo chiamato semplicemente "Ponte della Signora". Ogni sera ella usciva e lo attraversava a cavallo per osservare le sue terre. Una sera il cavallo scivolò, la signora precipitò nel fiume con il cavallo e morì. Da allora si dice che nelle notti di luna piena all'una appaia sul ponte il suo fantasma, vestito di nero e con il viso insanguinato. Si dice anche che uccida tutte le persone che osino avventurarsi sul ponte in sua presenza.

fonte: "Wikipedia - Modigliana"
"Wikipedia - Don Giovanni Verità"
Intersection

Incrocio CAI 553 (strada asfaltata)

Waypoint

Tredozio

Waypoint

Valico Monte Busca

Ruins

Ruderi Ca' Forte

Waypoint

Vulcano di Monte Busca

Castle

La tribuna

Bridge

Ponte della Signora

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